martedì 28 giugno 2011

Lou Reed all'aeroporto di Sidney, era il 1974 e il rock incuteva rispetto.



Avevamo bisogno di qualcosa di Disbanded. Alcune parti sono mute (forse censurate?), e l'intervista andò in onda in b/n. Pare che la parola "cool" sia stata introdotta dopo questa intervista.

Elvis has left the building.

lunedì 27 giugno 2011

È ancora possibile vincere qualcosa a Cannes con la linguaccia di Einstein.



E questa mi sembra una delle notizie più significative emerse dall'ultimo festival: anche il cliché dei cliché può essere ancora divertente, se c'è l'idea. Per il resto, tutto o quasi già scritto (come ammette lo stesso titolo del film Nike), e pochi premi italiani tra cui spicca con una certa sorpresa l'operazione dei giovani di Cric (aiutata molto bene dal giurato italiano e dal Presidente ADCI), successo che ha almeno 120 letture diverse nell'insieme. Basti pensare che l'hanno realizzata dei giovanissimi disoccupati, usando però un linguaggio da "vecchi", che però ha spopolato in rete, ma un po' snobbata da noi pubblicitari, e però non da quelli di Cannes che invece la premiano: un vero insieme di antitesi e controsensi. Riuniti dal fatto che di solito quando l'Italia racconta l'Italia, si vince. Come accadde a uno spot che mi ricorda molto questo, per tanti motivi: era il Poste Italiane di 12 anni fa, firmato da D'Alatri. L'Italia è ancora vista così. Siamo del resto un paese esotico, per i giurati del mondo più evoluto. Un paese con un po' di polvere e mezzo sfasciato, che ha voglia di risollevarsi. Quando invece (ri)facciamo gli americani o gli inglesi, facciamo ridere. Nel senso che non ride nessuno. Ci sono sempre nobili eccezioni ogni anno, ma forse le uniche recenti e importanti furono Aqualtis, Peugeot "the sculptor" e il recente Auditorium Heineken: per il resto è molto meglio fare gli italiani. Il prossimo che penserà una bella operazione anti-Berlusconi si porterà a casa forse un Titanium o qualche altro pezzo importante di Cannes 2012. Il mondo si aspetta questo da noi, chissà se glielo sapremo dare.

Elvis has left the building.

venerdì 24 giugno 2011

Vorrei vincere il Titanium con Enrico Lucci.



Mi sono guardato con molto gusto gli 11 minuti di questo bel lavoro di Publicis UK per Megane, finalista al Titanium (da anni la più bella e difficile categoria del Festival, dove mai nessun lavoro italiano è nemmeno entrato). Probabilmente non vincerà nulla perché compete con altri troppo più splendidi pezzi, ma mi ha fato molto ridere. Mi sono chiesto, mentre lo guardavo: chi potrebbe fare un lavoro del genere da noi, così diverso dalla pubblicità e dalle case histories? Assomiglia a qualcosa. Poi, verso il minuto 6, ho capito che l'intervistatore francese non è altro che una versione transalpina del nostro Enrico Lucci delle Iene. E anche il "servizio" è costruito in quel modo. Stesse reazioni, stesse facce, stessi tempi televisivi. Certo, qui c'è anche e soprattutto una bella idea dietro sposata con coraggio, o meglio venduta con abilità a un cliente. Ma alla fine è quella roba lì: la sappiamo fare anche noi, solo che non la sappiamo applicare alla nostra piccola industria delle idee pubblicitarie. E anzi, dal nostro piedistallo un po' snob spesso la giudichiamo "non all'altezza" della pubblicità. Peccato perché invece funziona, diverte e oggi si piazza lì dove sono le idee più grandi.
(Lo dico da tempo: se a Cannes potessimo iscrivere le gag di Lillo e Greg nella radio, fioccherebbero i leoni)

Elvis has left the building.

giovedì 23 giugno 2011

Mysterious awards in Cannes.



Che il giudizio di Cannes non sia più insindacabile e inoppugnabile come forse avveniva un tempo, è dimostrato dai premi che quet'anno sono stati assegnati dalla giuria Poster. Ne segnalo uno che, oltre a essere piuttosto brutto e certamente "fake" come l'85% dei lavori presenti, è sbagliato da ogni punto di vista, specie da quello dell'informazione libera e democratica. La disattenta oppure ubriaca e stanca, o anche giovanissima, o magari in malafede o semplicemente superficiale giuria gli ha pure assegnato un bronzo. Per testimoniare la presenza della CNN direttamente alla fonte delle notizie, si mostrano Putin, Obama e altri potenti della terra con in mano il microfono dell'emittente. Una campagna che involontariamente parla di informazione imbavagliata, guidata, in mano ai potenti. Il contrario di ciò che un canale di informazione dovrebbe garantire. Per fare la controprova, immaginate un soggetto con Berlusconi, e pensate se vi piacerebbe avere un canale siffatto. Ah ma che stupido, ne avete già 6.

Elvis has left the building.

mercoledì 22 giugno 2011

E' uno sporco lavoro da copy. Forse l'ultimo rimasto.






So come siete fatti. La pigrizia potrebbe avervi portato a ignorare il Grand Prix di Cannes nella radio anche quest'anno, soprattutto i suoi tre amorevoli script. Amorevoli perché scritti con grande passione e intelligenza, e anche quell'equilibrio di penna che serve per farne poi tre pezzi da oscar. Ve ne posto uno io, cosicché possiate poi avere voglia di sentire gli altri due. Come spesso accade nella pubblicità, qui è l'insight a guidare il gioco: se eviti un incidente eviti anche tutte le sue più inattese conseguenze. Nella fattispecie, conoscenze folli e invasive che rovineranno la tua vita. Un'idea già laterale, in più presa dal suo lato più pazzo e condita di perle come "none of her shirts have sleeves". Bravi alla BBDO Johannesburg. I copy noteranno come la tendenza a scrivere radio principalmente costruiti su bellissimi script, faccia finalmente polpette di quell'antica leggenda secondo cui i radio - tutto sommato - si fanno in due insieme al proprio art.

Elvis has left the building.

Una lezione da Cannes: meglio non dare in pasto alla rete il tuo lavoro.



L'Italia conquista anche quest'anno un argento nel Press (è il terzo anno consecutivo), e il giurato Dal Pizzo, che è anche autore della divertente campagna, dichiara tra le altre cose: "è una produzione importante, firmata da un fotografo come Vincent Dixon. E, visti i risultati, abbiamo fatto bene a non averla data in pasto alla rete". Sulle prime mi è apparsa una dichiarazione bizzarra e Disbanded, ma poi mi sono ricordato che, effettivamente, anche lo scorso anno il lavoro che vinse l'argento in Press (firmato da Mendozza/Alegi DDB) venne scientemente tenuto nascosto ai vari siti di pubblicità per un preciso volere dell'art director (avallata suoi direttori creativi tra cui me, of course). Ovviamente esistono centinaia, forse migliaia di esempi di lavori già "famosi" on line, e ciònonostante premiati, ma essendo la seconda volta che accade, forse un nesso può esserci. Che sia utile un effetto sorpresa sui giurati? Che sia ancora più utile evitare commenti negativi genere "già visto qui" oppure "Done! Done!"? Di certo devono pensarla così gli autori del mancato Grand Prix dello scorso anno in Press (un annuncio stampa per Scrabble), che si videro revocare il massimo titolo perché sui blog uscì fuori che era un lavoro vecchio, già mandato (senza nemmeno entrare) a Cannes l'anno prima, e pertanto squalificato. Ne parlammo proprio qui, evidenziando come da una giuria a un'altra, cambiando solo i nomi dei giurati, si può passare da una mancata shortlist a un Grand Prix. Alla faccia dell'insindacabilità del Festival. Già che ci sono, per restare in tema, faccio notare come il bel radio "Pidocchio" argento al prestigiosissimo Clio pochi mesi fa, qui non sia nemmeno entrato. Questione di gusti e di giurie. Sarà sempre così, e non possiamo farci niente altro se non produrre lavori talmente belli da andare al di là di ogni sindacabile giudizio. Un compitino da niente.

Elvis has left the building.

mercoledì 15 giugno 2011

Avere un gatto e chiamarlo "Aiuto", "Al fuoco" o anche "Polizia".



Ultimamente scarseggiano le vendite del "grande libro dei nomi degli animali e piccoli amici".

Elvis has left the building.

venerdì 10 giugno 2011

Hovering* Art Directors.



Art Directors risucchiati che indugiano, soppesano, contemplano, rimirano, dubitano, rifilano, ponderano. Tutti in un'unica galleria. Non so cosa esattamente ci faccia pensare che non siano in verità dei Copy (a parte la loro proverbiale maniacalità), o dei piccoli consessi di direttori creativi, mischiati a qualche super-hovering account. Però questo blog ci assicura che sono proprio loro: degli hovering art directors, e noi gli diamo credito. Se volessimo azzardare una traduzione volgare, lontana dai linguaggi di questo blog, sono semplicemente *Art Directors che si fanno qualche sega di troppo.
**Guido ci segnala il senso di "essere risucchiati", che rende il tutto ancora più dramatic.

Elvis has left the building.

mercoledì 8 giugno 2011

Salute the Rainbow.



Ad week pubblica una gallery di spot Skittles (molto amati da queste parti) per onorare l'agenzia uscente e il bellissimo lavoro fatto in tanti anni: per un riallineamento internazionale (temuto fenomeno che ciclicamente investe oppure salva le agenzie) il gruppo Mars se ne va da TBWA, per portare molte Skittles dorate in BBDO. Quindi ecco tutti insieme gli spot più belli, dal decoratissimo "Touch", ai pazzi "Rabbit", "Clesssidra", e ovviamente Arcobaleno. E non sono nemmeno tutti.

Touch the Elvis.

martedì 7 giugno 2011

Macho Beer.



Le icone e i cliché del machismo in questa Disbanded catena di montaggio per la birra Hann. Pare che questa leva funzioni bene per vendere birra agli australiani. La colonna sonora viene direttamente da una famosa serie televisiva americana degli anni 80 (Knight Rider, in Italia "Supercar"). Il regista è Tom Kuntz, quello di Old Spice. Agenzia Publicis Mojo Sidney.

Elvis has left the building.

lunedì 6 giugno 2011

Il primo ritratto fotografico di sempre. (172 anni dopo cerchiamo ancora di fare la stessa foto)



Leggo qui e non ho motivo di dubitare: "Philadelphia, November 1839. Robert Cornelius, self-portrait facing front, arms crossed. Inscription on backing: The first light-picture ever taken. 1839." One of the first photographs made in the United States, this quarter-plate daguerreotype, taken in the yard of the Cornelius family's lamp-making business in Philadelphia, is said to be the earliest photographic portrait of a person".
Noto come, 172 anni dopo, le spesso orribili App che modificano le nostre foto facciano di tutto per dare questo effetto macchiato, "blurred", mosso, sporco e Disbanded. Lo stesso della prima foto di sempre. You always go back to basics.

Elvis has left the building.